10 Meraviglie della natura poco conosciute ai piu’

21 06 2012

10 Meraviglie della natura poco conosciute ai piu’

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No say cat…

15 11 2011

di Fabrizio Casari

L’uscita di scena, normalmente, è parte della recita e, tanto quanto la recita, indica le qualità di un buon attore. Quella di Berlusconi è stata in linea con il personaggio: un inchino dovuto agli applausi dei comprimari, un gesto di sfida verso il nuovo set che si va allestendo. L’inchino agli applausi dei comprimari è un ringraziamento sentito: il do ut des che ha permesso a oscuri personaggi di quarta fila d’ingrassare e ingrossare il proprio curriculum in cambio del servile contributo alla causa dei suoi interessi che ha caratterizzato i diciassette anni lungo i quali si è snodata l’avventura del cavaliere.

L’ultima seduta della Camera con Berlusconi a capo del governo è arrivata a seguire l’ultimo Consiglio dei Ministri, malinconico e privo di futuro. Perché Berlusconi potrà anche ricandidarsi, potrà anche cercare l’ennesimo colpo di reni, ma non sarà più quel che è stato, alfa e omega di un blocco sociale, verbo del nuovo qualunquismo, occasione di liceità per gli impulsi impolitici di un Paese da sempre ostile al frequentare la responsabilità e il senso dello Stato che caratterizzano le grandi nazioni.

Berlusconi è stato molto amato dai suoi e molto detestato da chi suo non lo era o non rimase tale sempre. Le facce, il corpo, le parole e gli atti di un modo di governare indifferente al senso dell’opportunità, al dovere della responsabilità verso il Paese lo hanno contrassegnato. Nella storia delle diverse stagioni della politica italiana, quello di Berlusconi è stato l’unico regime concepito, costruito e alimentato per e con la supremazia degli affari privati del capo. Le sue aziende e la loro fortuna, i suoi vizi privati e un piccolo esercito chiamato a servire l’imperatore e a servirsi a sua volta dell’impero, non hanno conosciuto precedenti simili, a nessuna latitudine. Nulla, nel suo governare, ha avuto il segno del bene comune, tutto è stato ad personam, persino la legge elettorale.

Ma il personaggio non è stato solo questo. Berlusconi è stato capace di tenere insieme l’establishment e gli esclusi, faccendieri e politicanti, evasori e corruttori, vittime e carnefici, trasformando il Paese intero in un palcoscenico dove attori e comprimari si scambiavano i ruoli. Ed è stato capace di creare un blocco sociale di consenso numericamente enorme, anche perché socialmente trasversale: operazione resa possibile, soprattutto, da un’abilità straordinaria nella propaganda politica.

Compito certo resogli più facile grazie alla sproporzione di mezzi a disposizione nei confronti degli avversari, ma onestamente frutto anche di una capacità superiore nel saper interpretare gli umori popolari, nel saper elevare gli istinti più beceri dell’egoismo nazionale a senso comune, nel saper piegare i bisogni collettivi ai suoi bisogni familiari. Il tutto sempre con la capacità di occupare il centro della scena, di saper imporre la sua agenda privata sulla congiuntura politica.

E anche nelle modalità dell’ultima crisi, quella finale, è stato capace di sceglierne i tempi, i riti, le gestualità; scansata la sfiducia per non cadere sul campo, ha scelto quando uscire, come uscire e il modo di uscirne, pur nell’ambito di un epilogo inevitabile: insomma una regia ad personam per il suo ultimo film.

L’anomalia di Berlusconi, però, non è stata solo quella di scegliere i tempi e le modalità di comunicazione della politica, ma anche quella di governare per diciassette anni senza avere un progetto per l’Italia, considerata sempre e solo il bacino di utenza delle sue ambizioni, del suo narcisismo, dei suoi affari. Mai nel cavaliere è prevalsa un’idea di modello di società da proporre, bensì la progressiva destrutturazione di ogni cemento sociale e culturale, obiettivi ai quali ha dedicato ogni energia, ogni mezzo, lecito e illecito. E’ sceso in campo con la forza delle sue televisioni e dei suoi miliardi, riuscendo a moltiplicare la sua presenza nel sistema mediatico e costruendo la sua vera fortuna patrimoniale.

Nella giornata appena conclusa si è riproposta, nel perimetro di Montecitorio, la storia di questi diciassette anni: lui al centro dell’emiciclo che riceve gli applausi dei suoi deputati, mentre fuori persone di ogni età applaudivano alla sua uscita di scena. Opposte fazioni per opposti applausi. Non poteva uscire diversamente chi, per il suo ego debordante, dell’applauso e persino dei fischi ha avuto sempre bisogno per poter dimostrare di essere comunque, nella vittoria e nella sconfitta, unico destinatario dell’attenzione generale.

Per la prima o per l’ultima volta quelle persone che l’hanno sempre detestato e combattuto l’hanno in qualche modo salvato da una fine anonima, dal nulla che incombeva. L’assenza di festeggiamenti per la sua uscita avrebbe potuto ferirlo davvero; si sarebbe sentito, per una volta, un uomo qualunque, vittima dell’indifferenza dei più, della scrollata di spalle collettiva, incamminato su una corsia preferenziale verso un limbo inaspettato. Ma ha dovuto lasciare il Quirinale da un’uscita secondaria e rientrare a casa da un’altra entrata secondaria per evitare immagini a testa bassa. Perché le persone prima o poi se ne vanno, ma le foto della sconfitta restano per sempre. Letali.





Dance Anni ’90 acappella megamix – Fantastico

19 07 2011

 





Papi girls

26 07 2010

Claudio Pappaianni e Emiliano Fittipaldi per “L’espresso”

Alcune sono diventate assessori e ministre della Repubblica. Altre hanno girato film e spot per la televisione. Poche fortunate sono finite sulle copertine dei settimanali della Mondadori, una ha dato la maturità da privatista e deve scegliere a quale università iscriversi, molte continuano a fare le escort.

Tutte, al di là di cosa fanno e cosa diventeranno, resteranno nell’immaginario collettivo come le “Papi Girls”, l’esercito di belle donne che per due stagioni ha ballato alle feste di Villa Certosa e frequentato le stanze di Palazzo Grazioli, la residenza romana del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

A un anno dagli scandali firmati Noemi Letizia e Patty D’Addario, il premier dice di aver cambiato vita. Con il divorzio da Veronica Lario è tornato single, anche se le battute sul gentil sesso continuano ad essere uno dei suoi cavalli di battaglia. Di liaison ufficiali nemmeno l’ombra.

L’estate 2010 è appena iniziata, ed è probabile che ai vecchi bagordi sardi Silvio preferirà la quiete del castello di Tor Crescenza, la dimora dei Borghese immersa nel verde a cui fa sempre più spesso visita, location per matrimoni (organizzati dalla Relais le Jardin, società del genero di Gianni Letta) ben lontana da occhi indiscreti.

PROFUMO DI NOEMI
Ma che fine hanno fatto le ragazze che collezionavano ciondoli a forma di farfallina e si facevano tatuare sulla caviglia frasi tipo: “L’incontro che ha cambiato la mia vita: S.B.”? L’elenco delle fanciulle che sono entrate in confidenza con Silvio e con le prime pagine di quotidiani importanti e periodici rosa è lungo.
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Paraguay-Japan in streaming

29 06 2010
Station Date Starttime Endtime
CCTV5 [CN]
Certain
29-06-2010 16:00 18:15
Software Link Bitrate
StreamTorrent Play 400 Kbps
TVAnts Play 450 Kbps
TVU Play 451 Kbps
UUSee Play 455 Kbps
StreamTorrent Play 540 Kbps
TVAnts Play 600 Kbps
TVAnts Play 730 Kbps
StreamTorrent Play 740 Kbps
PPMate Offline 800 Kbps
PPLive Offline 800 Kbps




Pensa se nasceva a Rovigo…

26 06 2010

Alicia Keys – Empire State Of Mind Part 2 Lyrics

Oooh oooh, New York (2x)

Grew up in a town,
That is famous as a place of movie scenes
Noise is always loud
There are sirenes all around
And the streets are mean
If I could make it here
I could make it anywhere
That’s what they say
Seeing my face in lights
Or my name in marquees found down Broadway

Even if it ain’t all it seems
I got a pocketful of dreams
Baby, I’m from

Chorus
New York, concrete jungle where dreams are made of
There’s nothing you can’t do
Now you’re in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York, New York, New York

On the avenue, there ain’t never a curfew
Ladies work so hard
Such a melting pot on the corner selling rock
Preachers pray to God
Hail a gypsy cab
Takes me down from Harlem to the Brooklyn Bridge
Someone sleeps tonight with a hunger
For more than from an empty fridge

I’mma make it by any means
I got a pocketful of dreams
Baby, I’m from

Chorus
New York, concrete jungle where dreams are made of
There’s nothing you can’t do
Now you’re in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York, New York, New York

Chorus
One hand in the air for the big city
Street lights, big dreams, all looking pretty
No place in the world that can compared
Put your lighters in the air
Everybody say yeah, yeah yeah

Chorus
New York, concrete jungle where dreams are made of
There’s nothing you can’t do
Now you’re in New York
These streets will make you feel brand new
Big lights will inspire you
Hear it for New York





Due nuove date a settembre, album al primo posto !

3 06 2010

NUOVE DATE: 4/9 BOLOGNA, 11/9 BARI

Si aggiungono altre due nuove date al tour “Ligabue: Stadi 2010”!
Luciano sarà in concerto allo Stadio Dall’Ara di Bologna il 4 settembre e all’Arena Vittoria di Bari l’11 settembre.
Apertura prevendite a partire dalle ore 11.00 di martedì 25 maggio su http://www.ticketone.it.

Guarda su YouTube la videonews
http://www.youtube.com/watch?v=GLFUv4Hn7hI

***

1° POSTO PER “ARRIVEDERCI,MOSTRO!”

“Arrivederci, Mostro!”, il nuovo album di Luciano uscito l’11 maggio scorso entra direttamente ai vertici delle classifiche degli album più venduti nei negozi e in download digitale!

Acquista la “deluxe edition” contenente anche la versione acustica del singolo “Un colpo all’anima su iTunes! http://bit.ly/arrivedercimostro








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