Sulla punta dell’edificio piu’ alto del mondo

20 11 2009

 

Video dallo spire del Burj Dubai





Moltheni – Ingrediente Novus Tour 2009

14 11 2009

Si ricorda a tutti le date del tour

03-12-2009 ORVIETO (TR) – Palazzo del Capitano del Popolo
04-12-2009 ROMA – Circolo degli Artisti
05-12-2009 NAPOLI – Casa Della Musica
08-12-2009 FIRENZE – Viper
09-12-2009 MILANO – La Casa 139
11-12-2009 RONCADE (TV) – New Age Club
17-12-2009 TORINO – Spazio 211
18-12-2009 BOLOGNA – Estragon

e naturalmente l’uscita del disco in data 27-11-2009!





Moggiopoli 3 anni dopo…

13 11 2009
di Stefano Olivari

Da Napoli stanno arrivando ogni giorno notizie e deposizioni clamorose, che tutti i beneficiari dell’osceno patto non scritto dell’estate 2006 (vi diamo scudetto e Ibrahimovic, voi non rivangate il passato e vi godete le vittorie, teniamo tutto circoscritto alla stagione 2004-2005: prima e dopo nessuno ha parlato al telefono o condizionato arbitri) hanno interesse a far cadere nel vuoto. Sentire Luciano Moggi scagliarsi contro Franco Carraro merita però una riflessione in più. Entrambi per quasi un ventennio sono stati il braccio a volte violento del sistema Geronzi nel calcio, a livelli diversi. Carraro uomo di raccordo con la Fiat, la politica romana di varia natura, i consessi sportivi internazionali e volto gradito a tutti i grandi club (quando dovevano lamentarsi per qualche presunto torto, Moratti e Berlusconi lo facevano con lui). Moggi tessitore dei rapporti con società indebitate e mille personaggi con cui banchieri e dirigenti non vogliono sporcarsi le mani. Un meccanismo quasi perfetto che distribuiva vittorie o almeno contentini a quasi tutti, a volte anche scippando la stessa Juve di Moggi (scudetti di Lazio 2000 e Roma 2001), con i perdenti tenuti buoni con promesse mai mantenute. Deposizione di Moggi: ”Sono stato anche accusato di aver fatto retrocedere il Bologna, quando poi si va a leggere di un’intercettazione dell’allora presidente federale Franco Carraro nella quale dice al designatore Paolo Bergamo che bisogna aiutare Lazio e Fiorentina a evitare la retrocessione. Guarda caso retrocedono Bologna e Brescia e si salvano Lazio e Fiorentina. L’intercettazione del presidente della Figc passa inosservata”. Incredibile che Carraro non sia a Napoli, in almeno una delle sue incarnazioni: sì, sappiamo che è stato prosciolto. Alla fine il sistema ha sacrificato il suo volto meno presentabile alla massa di bocca buona (quella che vive nel mito dello ’stile’ e delle ‘battute’ di miliardari ignoranti e cocainomani), che solo grazie a rapporti personali e qualche notizia riservata è riuscito calcisticamente a sopravvivere. Ci dicono che abbia intenzione di aprire a breve il capitolo sui giornalisti miracolati, alcuni dei quali nel momento del bisogno non gli sarebbero stati abbastanza fedeli.
Fonte: Indiscreto




Xi Ciao – Agenzia matrimoniale cinese a Rovigo

9 11 2009

ROVIGO (3 ottobre) – Si chiama “Xi Ciao” ed è un’agenzia matrimoniale che propone solo giovani spose cinesi ai suoi clienti, anche italiani. L’ha aperta a Rovigo il signor Huang Ying, cinese come la signorina “Luisa” – nome italiano e occhi a mandorla – che propone il book con le fotografie e le caratteristiche delle candidate mogli.

Le future spose si possono scegliere fra le cinesi che sono già in Italia, ma l’agenzia matrimoniale è anche in grado di “reperirle” direttamente in Cina, sia pure con tempi più lunghi. Il titolare o la signorina Luisa contattano la ragazza indicata nel “catalogo” dal cliente, italiano o cinese che sia, il quale ovviamente paga per il servizio ricevuto nella speranza di aver trovato la donna giusta.





Lo schifo persiste #24

2 11 2009
31 Ottobre 2009 Il Foglio

Il Nobel per la Pace Barack Obama ha appena firmato il più grande piano di spesa militare della storia del mondo” (Washington Post di giovedì). Il National Defense Authorization Act, che il presidente americano ha varato con una cerimonia solenne alla Casa Bianca, ammonta a 680 miliardi di dollari e stanzia venticinque milioni in più rispetto all’ultimo bilancio del guerrafondaio George W. Bush. In termini reali, dicono gli esperti di Washington, la spesa militare di Obama è maggiore di quella delle guerre stellari di Ronald Reagan e, se il presidente dovesse decidere, come è probabile, di inviare altri soldati in Afghanistan, la spesa militare aumenterà ancora di più. Il bilancio del Pentagono di Obama è il più grande della storia degli Stati Uniti anche senza considerare il costo delle guerre in corso. E, tra l’altro, non è finita qui perché la procedura di stanziamento dei fondi federali è soltanto cominciata: ora tocca alle potenti commissioni di “appropriation” del Congresso assegnare i soldi e, di solito, in questa fase la spesa aumenta, non diminuisce. Obama aveva minacciato il veto se il Congresso avesse mantenuto i programmi per gli aerei F22, per i nuovi motori degli F35 e per gli elicotteri presidenziali di fabbricazione italiana, ma la legge di bilancio firmata mercoledì mantiene la spesa per gli F35 (mentre al gruppo Finmeccanica restano le commesse per 38 aerei da trasporto, la partecipazione alla produzione degli F35 e la possibilità di installare cannoni italiani sui nuovi cacciatorpedinieri). Il Nobel Obama non ha battuto ciglio, e ha firmato: del resto il complesso industriale militare americano è la più formidabile garanzia di pace e libertà nel mondo.

Christian Rocca per Il Foglio





Tommasi, addio alla Cina

1 11 2009

PECHINO – Fischio finale. Damiano Tommasi torna a ca­sa, Verona, addio alla Cina. Og­gi l’ultima partita. Il Teda Tianjin perde il pilastro del suo centrocampo e la Repubbli­ca Popolare il primo e unico calciatore italiano che ne abbia calcato i campi. Se ne venisse­ro altri, in futuro, troverebbe­ro da seminare: «È un calcio acerbo». Che non a caso pro­prio in queste settimane la lea­dership sportiva (e non) di Pe­chino vuole veder crescere, punta dallo smacco di vedere già approdate al Mondiale su­dafricano le due Coree e il Giappone, ma non la propria nazionale.

STAGIONE – Otto mesi, che significano un campionato e la Champions asiatica. «Quel che mi porto dietro – racconta – è l’aver provato a conoscere la Ci­na da dentro. Avvertire la diffe­renza fra due mondi. Imparare a ridimensionare quello che noi magari prendiamo troppo sul serio. Quello che mi aspet­tavo: la mancanza di pianifica­zione, anche nel breve perio­do. Lo sforzo maggiore: la co­municazione. Perché più che tradurre, occorre decodificare. Anche in campo, con i compa­gni. E l’interprete non basta».

STRANIERI – Tianjin è la cit­tà a mezz’ora di treno da Pechi­no, dove fino agli anni Quaran­ta l’Italia ebbe una concessione coloniale, in parte rimasta in piedi e restaurata. «E con gli italiani che oggi lavorano a Tianjin ho fatto gruppo. In squadra invece legavo con gli stranieri: oltre a me, un brasi­liano, un francese e un rome­no, più un australiano poi rim­piazzato da un uzbeko». Matu­rità diversa, estraneità ai riti della vita comunitaria degli sportivi cinesi. «Passano ore in­sieme senza far niente prima e dopo gli allenamenti. Noi stra­nieri abbiamo ottenuto che questo ci fosse risparmiato». GOL – «Ne ho segnati due. Uno in campionato, ma abbia­mo perso 2-1. L’altro in Cham­pions: 5 maggio, una partita speciale, abbiamo battuto il Kawasaki, il mio 3-1 al 90’ è stata la rete della sicurezza. Con i giapponesi, poi… Anche se forse la mia miglior partita è stato lo 0-0 in casa con i corea­ni che ora sono in semifinale».

CONSIGLI – «I compagni me ne chiedono, ma occorre esse­re cauti. Sono orgogliosi, non bisogna sembrare quello che insegna. Però poi osservano co­me mi preparo, come mangio. Qualcosa passa. Resta il gap da colmare. Ed è frustrante con­statare che quasi sempre a tut­ti qui le cose vanno bene come stanno».

L’ULTIMO MATCH – «Oggi con il Canton non ci giochia­mo nulla. Possiamo arrivare quinti o sesti, siamo fuori dalla zona Champions. Peccato non aver fatto risultato, ma società e allenatore son contenti della stagione».

IL FUTURO – «A Tianjin avrebbero voluto che rimanes­si ma desidero tornare a Vero­na, la mia città». Si fece grande nell’Hellas, passò alla Roma, quella dello scudetto 2001. «Ma a Verona manco dal ’96. E poi c’è la famiglia: mia moglie, quattro figli. Sono volato in Ita­lia più di una volta al mese, in aprile son venuti loro, però è complicato». Il rientro, a 35 an­ni, potrebbe persino voler dire l’addio al calcio. Intanto la ma­glia numero 30 del Teda Tianjin cambierà proprietario. Che ricapiti a un ex campione d’Italia, a un ex nazionale az­zurro, non sarà facilissimo.


Corriere.it -  31 ottobre 2009





Superfusion

20 10 2009

Maurizio Molinari per “La Stampa – Economia & Finanza”

Le economie di Stati Uniti e Cina sono a tal punto interdipendenti da essere oramai diventate un’unica realtà. A sostenerlo è «Superfusion», il saggio firmato dall’economista Zachary Karabell che tiene banco a Wall Street come nei centri studi – il «Council on Foreign Relations» gli ha dedicato una seduta di approfondimento ad hoc – perché documenta l’esistenza di «Chinamerica» come di una fonte di ricchezza unica, con un pil combinato che in alcune circostanze arriva ad essere oltre la metà di quello dell’intero Pianeta.

«Il libro di Karabell è una sorta di Bibbia del G2» riassume Stephen Roach, presidente di Morgan Stanley in Asia, e in effetti la tesi di fondo è che l’anno della recessione globale ha fatto decollare «Chinamerica» per due ragioni convergenti: senza gli oltre 800 miliardi di dollari in buoni del Tesoro Usa detenuti dalle banche cinesi sarebbe stato assai arduo per l’amministrazione Obama stabilizzare il proprio sistema finanziario così come senza gli acquisti di beni «made in China» da parte dei consumatori americani Pechino nel 2008 non sarebbe riuscita ad accumulare le riserve che le hanno consentito di sostenersi, mettendosi al riparo dalla recessione globale fino a chiudere l’anno con una crescita del pil dell’8 per cento.

Alla base della «super-fusione» c’è dunque l’interscambio commerciale fra i due giganti che si affacciano sull’Oceano Pacifico, che nel 2007 ha toccato i 410 miliardi di dollari creando un motore di consumi che non ha eguali. La tesi di Karabell è che tale processo iniziò con la scelta fatta dal presidente Bill Clinton, negli anni Novanta, di non condizionare gli scambi commerciali al rispetto dei diritti umani – come gli Stati Uniti avevano invece fatto con l’Urss durante la Guerra Fredda – ed ora Barack Obama continua sulla stessa strada, come la recente decisione di posticipare l’incontro con il leader tibetano Dalai Lama ha confermato.

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L’Inter puo’ ragionevolmente sperare nella Champions a tavolino

13 10 2009

NYON – Dai campionati alla Champions League: sull’Europa del calcio sta per abbattersi un nuovo scandalo. Dopo aver registrato delle irregolarità in 40 partite disputate negli ultimi quattro anni, a novembre la Uefa svelerà “il maggiore sistema di corruzione di tutti i tempi”. Ad annunciarlo, in un’intervista al giornale olandese “Het Algemeen Dagblad”, è Karl Dhont, l’uomo incaricato dal governo di Nyon di indagare sulle possibili irregolarità nel calcio europeo. Secondo Dhont, la Uefa è in possesso di “prove concrete” di anomalie relative a partite sia dei campionati nazionali che di turni eliminatori di Champions ed Europa League.
In questo sistema di corruzione sarebbero coinvolti soprattutto club dell’est europeo ma non solo. Sotto accusa ci sarebbe anche una squadra belga e altre società dell’Europa occidentale e meridionale. “Salve” le formazioni olandesi anche se Dhont ha rivelato che sono state fatte delle indagini sulla gara tra il Nac Breda e gli armeni del Gandzasar, giocata per l’Europa League a luglio e finita 6-0 a favore degli olandesi. In merito a questo incontro era stato notato un volume “sospetto” di scommesse ma alla fine non sono state trovate prove che dimostrassero che si trattasse di una gara truccata.

11 ottobre 2009





WOW ecco i numeri di WoW

30 09 2009

Da HWUpgrade :

Blizzard rende nota la grandezza del progetto World of WarCraft, rivelando le cifre tecniche e quelle che riguardano lo staff che serve per mantenere attivo un sistema così grande. World of WarCraft è stato lanciato il 23 novembre 2004 e da quel momento sono state create più di 7600 quest, 70 mila magie e 40 mila personaggi non giocanti.

Il team di sviluppo è diviso in 30 dipartimenti. Quello che si occupa della programmazione è composto da 32 persone ed è a sua volta diviso in altri team che si occupano rispettivamente dei sistemi, degli strumenti, del gameplay, della gestione dei server e dell’interfaccia di gioco. Il dipartimento artistico, invece, è composto da 51 persone che si occupano dei personaggi, dei dungeon e degli scenari. Complessivamente, per World of WarCraft sono state scritte 5,5 milioni di linee di codice.

Le persone che lavorano sulla parte cinematica, e che quindi realizzano le sequenze pre-renderizzate che fanno da introduzione a World of WarCraft e le sue espansioni, oltre che i trailer per la pubblicizzazione del gioco, sono 123. Il team che si occupa dell’audio ha creato più di 27 ore di musica.

L’originale World of WarCraft conteneva 2600 quest, The Burning Crusade ne ha 2700 e Wrath of the Lich King 2350. Nelle fasi di beta testing sono stati corretti complessivamente 180 mila bug. Gli sceneggiatori hanno scritto 360 mila stringhe e circa due milioni di parole. Attualmente, World of WarCraft è localizzato in dieci lingue.

Venendo alla parte tecnica, per tenere in piedi World of WarCraft servono 13250 blade server, 75 mila CPU core e 112,5 terabytes di blade RAM. I computer impiegati complessivamente sono oltre 20 mila e lo spazio su disco rigido occupato dai contenuti di World of WarCraft è di 1,3 petabytes. Il team che si occupa della gestione dei server web controlla circa 900 mila file web. Inoltre, c’è un team apposito che ha il compito di monitorare gli utenti che tentano di usare dei cheat. Il gruppo che sta alle spalle di World of WarCraft conta anche 340 manager e 2056 game master.

In totale, servono oltre 4600 persone per fare in modo che World of WarCraft continui a funzionare. Blizzard, inoltre, ha attualmente offerte di lavoro per 221 posti.





Un Fiorino !

25 09 2009

Record di sconti: Fiorino a 3990 euro

Grazie alla somma di promozioni Fiat, incentivi alla rottamazione
e bonus metano il prezzo di listino passa da 12.950 euro a meno di 4000
Record di sconti: Fiorino a 3990 euro