Curma.

8 01 2012

2- COURMAYEUR E LA PAURA DEI CONTROLLI 
Gianni Barbacetto per Il Fatto

“I controlli come a Cortina? Li facciano pure, vengano anche qui, non c’è problema: vuol dire che ci sposteremo a Saint Moritz”. Così parla l’uomo del suv nero cattivo, quel nero opaco che sostituisce la vernice metallizzata. “Chi ha i soldi è spaventato dalle verifiche”, incalza una albergatrice. “Appena annusa odor di controlli prende e se ne va. Imbocca il tunnel del Monte Bianco e passa in Francia, oppure si sposta in Svizzera. E se se ne vanno quelli con i soldi, alla fine ci perde chi lavora, i camerieri, i baristi, i commessi…”.

Michele Vietti e Enrico Cisnetto

No, qui a Courmayeur non è piaciuto il Cortina day, la raffica di controlli dell’Agenzia delle entrate che ha scoperto proprietari di suv nullatenenti e incassi del 400 per cento superiori al giorno prima. “Va bene, le regole sono regole, ma non ci devono spaventare la clientela”, aggiunge un proprietario di ristorante. “Se proprio devono farli, ‘sti controlli, li facciano, ma in maniera discreta”. 

Qui a “Curma” la crisi non si sente. La via Roma è ad alto tasso di cashmere, sia venduto, sia indossato. Le boutique hanno fatto ottimi affari. Il Caffè della Posta è sempre pieno. Le macellerie, salumerie, formaggerie, vinerie sembrano gioiellerie (“Macelleria Monte Bianco”, “Cheese & wine”), le gioiellerie sono affollate come macellerie. A Capodanno, champagne esauriti sui banchi dei supermercati. L’Hotel Royal e Golf, cinque stelle, 400 euro a persona, è tutto esaurito. I maestri di sci accettano ancora qualche prenotazione per lezioni a 47 euro all’ora. 

Un tempo, Courmayeur era la località di vacanza della buona borghesia del Nordovest, ricca, sportiva e riservata. Era l’approdo di villeggiatura del triangolo Torino-Milano-Genova. I milanesi ricchi avevano due amori, “Curma” per l’inverno e “Santa” (Santa Margherita Ligure) per l’estate. Con il tempo, la sobrietà e la riservatezza si sono via via perse, sostituite dall’esibizione. Sono arrivati i suv, i russi, i nuovi ricchi della Brianza, della Liguria, del Piemonte. Ormai è “Curma da bere”.

Alba Parietti e Oriella Dorella, Daniela Santanchè e Ignazio La Russa, Marcello Dell’Utri e Vittoria Brambilla, Gerry Scotti e Umberto Smaila. “Abbiamo avuto un decennio di lenta decadenza”, racconta un albergatore, “poi è arrivata la ripresa. Quest’anno la Regione Valle d’Aosta ha fatto una buona promozione”. Nell’ultimo periodo sono arrivate le paninerie, i pub, le discoteche. Smaila ha aperto il “Courmaclub”, insegna con orgogliose corna di cervo, dove si balla, si beve, si mangia. È arrivato anche Lapo Elkann, a inaugurare “Italia Independent”, boutique monomarca di abbigliamento, occhiali, accessori. 

Qui gli scontrini vengono battuti, garantiscono gli esercenti. La Valle d’Aosta è terra di passaggio, marca di confine, e la Guardia di finanza è da sempre ben insediata, presente, visibile. I negozianti ci stanno attenti, anche se con gli stranieri sono pronti talvolta a fare qualche eccezione. Ma sono le case, in affitto e in proprietà, il punto debole del sistema.

Se qualche albergo negli ultimi anni ha chiuso per mancanza di ospiti, non conosce invece crisi il mercato immobiliare. Qui ci sono appartamenti, case, stupende ville in pietra. Qui si vende anche a 15 mila euro al metro quadro. Dopo i condoni, sono arrivati compratori con valigie piene di contante. E i sottotetti sono stati trasformati in mansarde, le cantine in taverne, i garage in stanze da letto.

BRIGITTE BARDOT A CORTINA FOTO ANSA

Così le metrature indicate al catasto (su cui si pagano le tasse) sono lievitate, raddoppiate. E chi invece paga l’affitto per una casa di vacanze raramente ha un numero di conto corrente su cui versare le quote: i proprietari registrano contratti con indicate somme ben più modeste di quelle effettivamente pretese; e poi i soldi li vogliono in contanti, o al massimo in assegni che versano chissà dove. 

Se una farfalla sbatte le ali a Cortina, a Courmayeur tremano in molti. “I controlli fiscali ci danneggiano. Spaventano i ricchi, intimoriscono i clienti e fanno scappare gli investitori”, ribadisce un negoziante. “Ma no, io non ho paura”, dice invece sorridendo un giovanotto molto sportivo scendendo dal suo suv. È italianissimo, ma la targa è quella con i rombi bianchi e rossi di Montecarlo.





Skyrim Live Wallpaper per Android

8 12 2011


Requirements: Android 2.1 and up

Overview: This app was developed to be run exclusively on NVIDIA® Tegra™-powered devices.

NVIDIA’s engineers worked with the team at Bethesda to bring the best Skyrim experience to the PC and we became such fans of the game we thought we would get some live wallpaper made and provide it for free to the Skyrim fans in our Tegra community.

Skyrim reimagines the open-world fantasy epic, pushing the gameplay and technology of a virtual world to new heights. Explore this amazing landscape with GeForce GTX and bring rugged mountains, bustling cities, ancient dungeons, and deadly dragons to life like never before. Experience everything. Sacrifice nothing. Gear up with GeForce GTX.

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Ice Cream Sandwich Live WallPaper for Android

8 12 2011

 
Requirements: Android 2.1 and up
Overview: This Livewallpaper brings Ice Cream Sandwich feeling to your phone. It is inspired by the new Nexus wallpaper of Android 4.0 Ice Cream Sandwich. It provides a beautiful moving background out of dust,stripes and particles which are touchable. This Live Wallpaper runs like a charm on all tested devices due to its RAM efficiency.
You can choose between 6 different themes and you can toggle the image noise effect, the 3D scrolling effect, the touch effects and the fade in effect. Additionally you can change the colors of the wallpaper.

What’s in this version:
24bit color mode, static mode, bug fixes

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Lo schifo persiste #40

15 11 2011

di Rosa Ana De Santis

La legge di stabilità con cui il governo Berlusconi ha salutato il paese ha portato un bel regalo ai signori della guerra. E’ stato infatti cancellato il Catalogo delle armi da sparo, contribuendo a rendere più difficile qualsiasi forma di controllo e favorendo il commercio e gli affari delle lobby che traggono profitto dal mercato degli armamenti. La scusa di intervenire sulla crisi è sembrata sufficiente a spiegare un favore di questa portata a un gruppo, come quello di Finmeccanica, che certo non ha bisogno di privilegi e di aiuti.

Si continua a tagliare su numerosi fronti, mentre il bilancio della guerra nell’ultimo anno è vistosamente lievitato. L’ultima manifestazione che ha visto le Forze Armate protagoniste a Circo Massimo ne è stata, in certa misura, la prova simbolica più potente e, va doverosamente ricordato, per volontà non dei vertici militari che avevano optato per la sola ricorrenza dell’unità d’Italia – visto l’anno di austerity – ma per il narcisismo politico dell’ormai ex Ministro della Difesa.

La cancellazione del catalogo delle armi da sparo al fotofinish berlusconiano offre ora un ulteriore via libera al commercio bellico. Un macabro mercato sul quale il Rapporto di Amnesty International parla chiaro: Stati Uniti e molti paesi europei hanno nutrito le guerre, le rivolte e le crisi di tanti paesi difficili fornendo armi e autentica assistenza militare. Il Trattato studia il traffico verso Bahrein, Egitto, Libia, Siria e Yemen a partire dal 2005. L’Italia, in buona compagnia, è tra gli 11 paesi che hanno fornito munizioni ed equipaggiamenti allo Yemen, ad esempio, dove si sono contate molte morti di civili (indifesi manifestanti), e ai paesi del Nord Africa come la Tunisia e l’Egitto. Medio Oriente e Africa sono quindi il serbatoio assicurato di questo business e l’Italia figura tra i primi paesi che hanno fornito armi ai regimi arabi.

Diventa quasi impossibile, in questo scenario, dare credibilità alle parole della politica nazionale sulle guerre cattive e sulla necessità della pace quando proprio quei conflitti,osteggiati davanti alla tv, hanno in realtà  impolpato le casse dell’economia a suon di esportazioni. Lo stesso è accaduto con Gheddafi, prima che diventasse il nemico dell’Occidente.

Dal 2005 l’Italia ha aiutato il colonnello ei suoi con munizioni a grappolo, mortai e proiettili di ogni tipo. Poi il traffico è arrivato nelle mani dei ribelli, quelli che ora la comunità internazionale loda e difende, mentre fino a poco tempo fa armava il braccio proprio dei loro aguzzini. I lavori per un trattato internazionale che disciplini, caso per caso, un embargo su questo traffico quando interviene il serio rischio di una violazione dei diritti umani, sono ancora in corso e finora poco di concreto è avvenuto.

Le parole di riflessione di Helen Hughes, ricercatrice sul commercio di armi di Amnesty, che accompagnano i numeri del trattato e della ricerca inducono a riflettere sulla contraddizione, profonda e nascosta, tra l’economia e la politica. L’una mossa indipendentemente dall’altra con il risultato finale che gli affari rimangono sprovvisti di una direttrice etica e bastano a se stessi creando una spirale d’immoralità verso i beni privati e minando i beni pubblici fondamentali (i diritti in primis). Alla politica, come quella che abbiamo visto sfilare nei giorni della ribellione a Gheddafi, non rimane che una grancassa di trionfalismo retorico, senza contenuti reali e senza alcuna possibilità di incidere davvero nel corso delle cose.

In una parola è l’ipocrisia, infine, la protagonista di queste tristi pagine. Quella di chi, come gli Stati Uniti, hanno fatto dell’esportazione della democrazia una missione quasi mistica. Peccato che alla condizione già difficile da comprendere della guerra permanente in cui siamo caduti in nome di questa missione, si debba aggiungere il dato, sconcertante e colpevole, di aver armato chi ora – e già prima – era nemico della democrazia.

Quello che viviamo è forse null’altro che l’ultimo giro di giostra e l’ultima onda di profitto da seguire, fino ai prossimi nemici e alle nuove guerre che come un battesimo di sangue e rigenerazione (come sempre è stato del resto) porteranno a forme di ripresa e a solidi contratti di commesse e guadagni. Valgono tanto l’Afghanistan e l’Iraq. Cosi tanto che anche la nostra produzione di armi, mentre il resto dell’economia del Paese vivacchia nella speranza di qualche scampolo di bilancio e di ossigeno, avanza nell’attesa del nuovo nemico e dei nuovi acquirenti.
La pace non è mai stato un affare di stato.





No say cat…

15 11 2011

di Fabrizio Casari

L’uscita di scena, normalmente, è parte della recita e, tanto quanto la recita, indica le qualità di un buon attore. Quella di Berlusconi è stata in linea con il personaggio: un inchino dovuto agli applausi dei comprimari, un gesto di sfida verso il nuovo set che si va allestendo. L’inchino agli applausi dei comprimari è un ringraziamento sentito: il do ut des che ha permesso a oscuri personaggi di quarta fila d’ingrassare e ingrossare il proprio curriculum in cambio del servile contributo alla causa dei suoi interessi che ha caratterizzato i diciassette anni lungo i quali si è snodata l’avventura del cavaliere.

L’ultima seduta della Camera con Berlusconi a capo del governo è arrivata a seguire l’ultimo Consiglio dei Ministri, malinconico e privo di futuro. Perché Berlusconi potrà anche ricandidarsi, potrà anche cercare l’ennesimo colpo di reni, ma non sarà più quel che è stato, alfa e omega di un blocco sociale, verbo del nuovo qualunquismo, occasione di liceità per gli impulsi impolitici di un Paese da sempre ostile al frequentare la responsabilità e il senso dello Stato che caratterizzano le grandi nazioni.

Berlusconi è stato molto amato dai suoi e molto detestato da chi suo non lo era o non rimase tale sempre. Le facce, il corpo, le parole e gli atti di un modo di governare indifferente al senso dell’opportunità, al dovere della responsabilità verso il Paese lo hanno contrassegnato. Nella storia delle diverse stagioni della politica italiana, quello di Berlusconi è stato l’unico regime concepito, costruito e alimentato per e con la supremazia degli affari privati del capo. Le sue aziende e la loro fortuna, i suoi vizi privati e un piccolo esercito chiamato a servire l’imperatore e a servirsi a sua volta dell’impero, non hanno conosciuto precedenti simili, a nessuna latitudine. Nulla, nel suo governare, ha avuto il segno del bene comune, tutto è stato ad personam, persino la legge elettorale.

Ma il personaggio non è stato solo questo. Berlusconi è stato capace di tenere insieme l’establishment e gli esclusi, faccendieri e politicanti, evasori e corruttori, vittime e carnefici, trasformando il Paese intero in un palcoscenico dove attori e comprimari si scambiavano i ruoli. Ed è stato capace di creare un blocco sociale di consenso numericamente enorme, anche perché socialmente trasversale: operazione resa possibile, soprattutto, da un’abilità straordinaria nella propaganda politica.

Compito certo resogli più facile grazie alla sproporzione di mezzi a disposizione nei confronti degli avversari, ma onestamente frutto anche di una capacità superiore nel saper interpretare gli umori popolari, nel saper elevare gli istinti più beceri dell’egoismo nazionale a senso comune, nel saper piegare i bisogni collettivi ai suoi bisogni familiari. Il tutto sempre con la capacità di occupare il centro della scena, di saper imporre la sua agenda privata sulla congiuntura politica.

E anche nelle modalità dell’ultima crisi, quella finale, è stato capace di sceglierne i tempi, i riti, le gestualità; scansata la sfiducia per non cadere sul campo, ha scelto quando uscire, come uscire e il modo di uscirne, pur nell’ambito di un epilogo inevitabile: insomma una regia ad personam per il suo ultimo film.

L’anomalia di Berlusconi, però, non è stata solo quella di scegliere i tempi e le modalità di comunicazione della politica, ma anche quella di governare per diciassette anni senza avere un progetto per l’Italia, considerata sempre e solo il bacino di utenza delle sue ambizioni, del suo narcisismo, dei suoi affari. Mai nel cavaliere è prevalsa un’idea di modello di società da proporre, bensì la progressiva destrutturazione di ogni cemento sociale e culturale, obiettivi ai quali ha dedicato ogni energia, ogni mezzo, lecito e illecito. E’ sceso in campo con la forza delle sue televisioni e dei suoi miliardi, riuscendo a moltiplicare la sua presenza nel sistema mediatico e costruendo la sua vera fortuna patrimoniale.

Nella giornata appena conclusa si è riproposta, nel perimetro di Montecitorio, la storia di questi diciassette anni: lui al centro dell’emiciclo che riceve gli applausi dei suoi deputati, mentre fuori persone di ogni età applaudivano alla sua uscita di scena. Opposte fazioni per opposti applausi. Non poteva uscire diversamente chi, per il suo ego debordante, dell’applauso e persino dei fischi ha avuto sempre bisogno per poter dimostrare di essere comunque, nella vittoria e nella sconfitta, unico destinatario dell’attenzione generale.

Per la prima o per l’ultima volta quelle persone che l’hanno sempre detestato e combattuto l’hanno in qualche modo salvato da una fine anonima, dal nulla che incombeva. L’assenza di festeggiamenti per la sua uscita avrebbe potuto ferirlo davvero; si sarebbe sentito, per una volta, un uomo qualunque, vittima dell’indifferenza dei più, della scrollata di spalle collettiva, incamminato su una corsia preferenziale verso un limbo inaspettato. Ma ha dovuto lasciare il Quirinale da un’uscita secondaria e rientrare a casa da un’altra entrata secondaria per evitare immagini a testa bassa. Perché le persone prima o poi se ne vanno, ma le foto della sconfitta restano per sempre. Letali.





Interessante questo SparkleShare

27 10 2011

Sparkleshare è un servizio open source molto simile a Dropbox per condividere file e permette la collaborazione e il versioning grazie a Git. Il software è multipiattaforma e con il recente aggiornamento è disponibile anche su Android.

Attualmente l’applicazione ci permette solamente per navigare tra i nostri file ed eventualmente scaricarli, per poterne caricare altri o per modificare quelli esistenti si deve pazientare ancora un po’. Per poter connettere il proprio dispositivo Android con il server SparkleShare, è necessario configurare il tutto nel modo corretto tramite la SparkleShare Dashboard. Il team di sviluppo per agevolare i non proprio pratici ha creato questa piccola guida che può risultare davvero utile.

La dashboard per funzionare necessita di odejs >= 4 quindi per poterla utilizzare è necessario installare il pacchetto apposito; se poi siamo utenti Ubuntu con una versione precedente a Oneiric, dobbiamo utilizzare questo PPA ed installare il pacchetto nodejs. Possiamo installare l’applicazione di SparkleShare direttamente dal Market Android e trovare maggiori informazioni sul sito ufficiale.

Via | SparkleShare





Quote di mercato degli smartphone in USA

10 10 2011

Android widens smartphone market lead over iOS | Apple – CNET News.
Nei 3 mesi finiti ad agosto

  • Android 43,7%
  • iOS 27,3%
  • Blackberry 19,7%




Elenco delle compagnie aeree fallite

5 09 2011
Da HwUpgrade:
Elenco delle Compagnie Aeree che operavano su aeroporti italiani e a cui e’ stata revocata la licenza o che hanno cessato l’attivita’

(Tra parentesi nominativo IATA – ICAO)

Alitalia – Linee Aeree Italiane (AZ – AZA) (Ora Alitalia – Compagnia Aerea Italiana (AZ-AZA))
Volare (VE – VLE) (assorbita da Alitalia-CAI)
Air Europe (PE- AEL) (assorbita da Alitalia-CAI e cessato il marchio)
MyAir(8I – MYW)
Air Sicilia (?? -???)
Sky Europe (NE – ESK)
Air Bee (BM – OBE)
Sterling Airlines (NB – SNB) (Assorbita da Maersk)
Swissair (SR -SWR) (Assorbita da Lufthansa)
Air Italica (?? -???)
Air Service Plus (?? -???) (Assorbita da Axis)
Alisarda (IG – ISS) (Assorbita da Meridiana)
Alisea Airlines (FZ – BBG)
Avianova (RD – NOV) (assorbita da Alitalia)
Azzurra Air (ZS – AZI)
Club Air (6P – ISG)
Gandalf Airlines (G7 – GNF) (assorbita da Alitalia)
Italy First (IF – IFS) (non fallita, ma cessata attivita)
Lauda Air (L4 – LDI) (assorbita da Livingston)
Minerva Airlines (N4 – MTC) (assorbita da Alitalia per essere poi passata ad Alitalia Express)
Ocean Airlines (VC – VCX)
Panair (P2 – PIT) (scomparsa nel nulla, velivoli abbandonati in qualche hangar)
Unifly Express (IP -???) (cessata attivita)
VolaSalerno (OI – ORI) (nata il 2 Agosto 2008, ha cessato le operazioni il 18 dicembre 2008 UN RECORD!!!)
FlyLAL (TE – LIL) (opera con licenza diversa come FlyLAL Charters)
Albatros Airlines (4H – LBW)
Belavia (B2 – BRU)
CityBird (H2- CTB) (Velivoli acquisiti da Virgin Blue Australia)
Constellation International (CQ – CIN)
Sabena (SN – SAB) (confluita in SN Brussels Airlines – con Virgin Express diventa Brussels Airlines)
Virgin Express (SN – VEX) (confluita in Brussels Airlines)
Helios Airways (ZU – HCY)
Noman (?? -???)
Federico II Airways(?? -???)
Air Emilia (6N -???) (altro record, Apr 2003 – Ott 2003)
Air Besit (?? -BST)
Air Columbia (?? -???) (fallita, assorbita da ItAli)
Air Blue(?? -???)
CiaoFly (?? -???)
Puglia Air (?? -???) (il vero record… mai volato!!!)
Action Air S.r.l. (??-ORS) 
eFly(LE-LEF)(cessata attivita’ commerciale (22 Ott 09 - 05 Nov 09), ora solo voli charter…)
Alpi Eagles (E8-ELG)(Licenza Sospesa il 01 Gen 2008, (Compagnia non piu’ autorizzata a volare)
Italia Tour Airlines S.p.A. (OI-IAZ) 8 Apr 09 – 14 Ott 09 (nata dalle ceneri di Club Air)
Unifly Servizi Aerei S.r.l. (??-UNU) (Compagnia non piu’ autorizzata a volare) (Licenza Sospesa il 23 Mag 2011)
——————- LICENZA SOSPESA ———————–
Interfly(??-RFL)(Licenza Sospesa dal 18 Apr 2011)(Voli VIP/Charter)
Livingston(LM-LVG)(Licenza Sospesa dal 23 Ott 2010, Amministrazione Straordinaria causa insolvenza)
Itali(FS-ACL)(Licenza Sospesa dal 11 Mar 2011)
Delta Aerotaxi S.r.l. (??-DEA) (Licenza Sospesa dal 06 Giu 2011)
Euraviation S.r.l. (??-EVN) (Licenza Sospesa dal 28 Giu 2011)
Halkin Jet S.r.l. (??-???) (Licenza Sospesa dal 12 Lug 2011)
Helica S.r.l. (??-???) (Licenza Sospesa dal 28 Giu 2011)
Icarus S.c.r.l. (??-IUS) (Licenza Sospesa dal 15 Giu 2011)

——————– RESUSCITATE —————————

AirMach S.r.l.(??-KAM) ha ripreso a volare
Air Vallée [/b](DO-RVL) ha riottenuto la licenza e ripreso a volare.
Miniliner S.r.l.(??-MNL) ha riottenuto la licenza definitiva e opera solo cargo.

NOTA: Le compagnie aeree evidenziate in BLU NON sono fallite, ma hanno la licenza sospesa dall’ENAC. Le motivazioni della sospensione possono essere diverse, ad esempio mancata manutenzione dei velivoli, mancanza di fondi o di garanzie societarie riguardo la manutenzione dei velivoli, mancato versamento di tasse e/o contributi aeroportuali, etc. e potrebbero riprendere l’attivita’ in qualsiasi momento, laddove rientrino nei parametri previsti da ENAC.

__________________




Discesa libera

1 09 2011

Radiocor - Intesa Sanpaolo e Unicredit il prossimo 19 settembre usciranno dallo Stoxx Europe 50, l’indice composto dai 50 titoli piu’ rappresentativi dell’Eurozona. E’ quanto comunicato ieri in tarda serata da Stoxx limited, dopo la conclusione della revisione annuale, che viene diffusa di norma il 31 agosto. Insieme alle due banche italiane usciranno dall’indice anche Societe’ Generale e Nokia, mentre entreranno Unilever plc, Lvmh, National Grid e Air Liquide. Non faranno piu’ parte invece dell’Euro Stoxx 50 Alstom e Credit Agricole, che lasceranno il posto a Volkswagen e Inditex.





Ecco il segreto della nuova dieta di Djokovic

31 08 2011

Alessandra Retico per “la Repubblica

esultanza djokovic foto mezzelani gmtEntri nell´uovo, sgusci che sei Novak Djokovic. Il tennista serbo ha questo non più riposto segreto: usa una camera pressurizzata, una specie di astronave, ci fa un viaggio di una ventina di minuti al giorno e sbarca più ossigenato e col sangue frizzante. Una stanza ipobarica, con tecnica mista: abbattimento della pressione per simulare l´altitudine e stimolare la produzione di globuli rossi, veloce ritorno a pressione normale.

Come da Torino al Monte Bianco e viceversa in un lampo, e in continuazione, per evitare che l´organismo si adatti. «Penso che sia molto d´aiuto, non solo per i muscoli ma più che altro per il recupero dopo un set estenuante» dice il serbo al Wall Street Journal, che ha tirato fuori questa storia dell´uovo di Nole, capace di cancellare la fatica, eliminando l´acido lattico.

Prodotto da un´azienda californiana (Cvac Systems), l´astronave delle ottime performance costa 75mila dollari, ce ne sono solo venti al mondo. Djokovic fa ovoterapia da circa un anno ad Alpine, New Jersey, nella casa dell´amico Gordon Uehling, ex professionista e ora allenatore di tennis, che ne possiede una.

cvac-systemsCVAC-SYSTEMS

Doping? Per le federazioni internazionali no, in Italia invece sarebbe vietata. Il codice Wada (l´Agenzia mondiale antidoping) consente questo genere di aggeggi, come le tende all´ossigeno, nonostante li abbia definiti «contrari allo spirito sportivo».

Una nostra legge (la 376 del 2000), invece li bandisce: alterano i valori di ematocrito. Certo che Nole sta assai bene (a parte l´infortunio alla spalla), niente più allergie, segue una dieta senza glutine perché è celiaco. Ma non è solo quello: agli Us Open si presenta con 57 vittorie, 2 sconfitte (una per ritiro), 9 titoli tra cui 2 slam, 5 masters. Numero uno si diventa anche per altro. Lui per esempio ride molto, si ossigena di conseguenza. Poi, vai a cercare il Nole nell´uovo.








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